Mangiare biologico
Cucina e Salute
Cucinare è un’arte antichissima che unisce abilità, creatività, tradizione, sensibilità e conoscenza. La cucina rispecchia l’anima di un popolo, il suo spirito, i suoi valori, le sue credenze.
Ogni persona sceglie il cibo sulla base delle sue esperienze, attraverso le quali si è creato abitudini alimentari che gli infondono sicurezza. Pertanto, nutrirsi di determinati cibi, non sempre è una scelta consapevole, bensì una partecipazione emotiva ed affettiva ad una consuetudine che crea un legame con la famiglia, con i vecchi amici, con i ricordi del passato, con la propria infanzia e le proprie origini, con le atmosfere di ricorrenze e festività importanti.
Nutrirsi è anche e soprattutto alimentare la parte più profonda di noi, fatta di affetti e di valori. E’ comprensibile infatti che quando un componente di una famiglia decida di cambiare tipo di alimentazione, si crei, da parte di tutti coloro che non condividono questa scelta, una sorta di forte impedimento. Questo perché vi è il timore nascosto che possa essere in qualche modo minato quel legame profondo che si crea attraverso la condivisione dello stesso cibo. Sono paure che spesso possono essere facilmente dissipate, vivendo insieme il nuovo tipo di esperienza, che anzi può arricchire di conoscenze e di vivacità tutta la famiglia.
Quindi ciascuno, sulla base di un suo sentire interiore, sceglie con più o meno consapevolezza l’alimento che giorno per giorno andrà a nutrirlo sotto tutti i punti di vista e la qualità e il tipo di alimento sarà determinante per la salute del suo corpo e della sua mente. ll cibo ha questa peculiarità e potenzialità celata e cioè di provocare dei sensibili cambiamenti psicosomatici nell’uomo, anche a sua insaputa. La moderna scienza dell’alimentazione, grazie anche ad un pregevole lavoro di informazione svolto da coloro che hanno dedicato la loro vita ad una conoscenza vera e profonda del cibo, si sta sempre più orientando nel considerare le intrinseche relazioni fra cibo e patologie, dando così il giusto valore all’alimento.
La cucina che San.Ri propone è una cucina semplice perché valorizza quei cibi che sono stati sulle tavole dei semplici e che sono stati alla base della creazione di società organizzate, evolute e ricche di valori e di tradizioni.Ecco quindi l’uso in cucina di tutti i cereali interi, preziosi serbatoi: ricchi di carboidrati, amminoacidi, sali minerali, vitamine.
Appaiono col nome di: riso, frumento, farro, kamut, miglio, orzo, avena, ekinoa, amaranto, segale, grano saraceno (anche se quest’ultimo è una poligonaceea, viene inserito fra le graminacee per le sue caratteristiche nutrizionali).
Ecco l’uso di tutte le verdure di stagione, di un mondo ricco di vitamine e di sali minerali (moderiamo molto l’uso delle solanacee -pomodori, melanzane, peperoni, patate- per le loro caratteristiche acidificanti, sino ad escluderle completamente in certe situazioni).
Di grande beneficio in cucina è l’uso dei semi oleosi (girasole, sesamo, zucca). I loro grassi, facilmente assimilabili, lubrificano il nostro organismo rendendolo più agile e più abile nell’affrontare le fatiche e lo stress quotidiano.
Ecco l’uso dei legumi, serbatoi di proteine e di amminoacidi (carenti di lisina, che è presente in quantità superiori nei cereali, ben si combinano con essi, creando un armonico complesso di amminoacidi essenziali, in quanto ricchi di triptofano, elemento carente nei cereali). Consigliati soprattutto i legumi di piccole dimensioni, ricchi di proteine e di più facile assimilazione come gli azuki (soya rossa), la soya verde, le lenticchie, i piselli. Naturalmente vengono utilizzati anche tutti quei legumi che sono caratteristici e originari di ogni fascia climatica, come i fagioli neri, i cannellini, i borlotti, i ceci (moderiamo l’uso delle fave). Proponiamo inoltre, non per seguire false mode o correnti esotiche, ma per valorizzare le preziose proprietà in loro contenute, l’uso delle alghe e dei prodotti derivati dalla lavorazione della soya gialla biologica e libera da O.G.M, lasciata fermentare con il sale ed un cereale: stiamo parlando di miso, salsa di soya e tamari.
Questi prodotti contengono considerevoli quantità di sali minerali, proteine, amminoacidi, vitamine, oligoelementi, enzimi, di grande beneficio per l’uomo, oltre alla particolare facoltà di alcalinizzare il sangue.Consigliamo inoltre l’utilizzo di tutta una linea di prodotti fermentati come i crauti (preparati con sale marino integrale, senza aceto) e gli insalatini, sempre preparati con sale marino integrale oppure salsa di soya, tamari o miso. Questi prodotti danno all’organismo un notevole apporto di enzimi, oligoelementi, vitamine, sali minerali.La cucina che nasce dall’esperienza svolta all’interno della San.Ri rispetta e valorizza il lungo percorso svolto da ricercatori provenienti sia dall’oriente che dall’occidente, che hanno saputo guardare l’uomo come un mondo da rispettare nella sua totalità; osservandolo con rispetto e saggezza, hanno realizzato che l’essere umano è un microcosmo nel macrocosmo e che quindi racchiude in sé tutto ciò che è presente nell’Universo, di conseguenza è soggetto a tutte le leggi che governano questo grande sistema.
Realizzare nella propria coscienza che siamo parte di un Universo, che è regolato da Leggi automatiche, logiche e sagge di causa ed effetto in continuo divenire e che siamo immersi nella polarità del giorno e della notte, del caldo e del freddo, del polo positivo e polo negativo, significa risvegliare anche una nuova coscienza nei confronti del cibo.
Significa comprendere che il cibo porta dentro di noi, oltre che nutrimento, delle informazioni che vanno a condizionare, alterare, trasformare la nostra natura più profonda, legata anche alla nostra energia. Ingerire cibi inquinati, transgenici, preparati nel caos e nella tensione, secondo un giudizio dettato dal consumismo e dallo spreco, che non considera la salute ma il lucro e che ha dimenticato che esistono leggi universali che suggeriscono all’uomo come muoversi per non creare danno a sè e agli altri, non può portare che alla malattia e alla sofferenza.
Questo semplice approccio alla cucina naturale tiene conto che esistono, nel mondo e quindi anche nei cibi, due polarità e che il loro vicendevole alternarsi e completarsi crea l’armonia, la pace, la salute. Tiene inoltre conto che tutto questo deve essere armonizzato con il clima, con la terra in cui si vive, con la stagione e i repentini cambiamenti di temperatura. Vi sono infatti cibi che creano nel corpo contrazione ed altri che creano espansione, alcuni che acidificano il sangue, altri che lo rendono alcalino. Vi sono cibi che portano ad uno stato di eccitazione, altri di rilassamento.
Cucinare non è solo appagare l’occhio e il palato, è anche tutto questo (anche se le papille gustative di molti si sono alterate con l’uso frequente di cibi aggressivi, che eccedono in condimenti o dolcificanti, e diventano insensibili ai cibi semplici); ma è soprattutto offrire armonia nella scelta dei cibi, amore e serenità attraverso la loro preparazione.