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Io Sono un Chicco di Riso

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alimenti biologici e per intolleranze alimentari

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La Buona Alimentazione

Vera informazione è sinonimo di libertà

Oggi il consumatore è costretto ad essere, se non proprio un "esperto di alimentazione ", almeno un attento ed abile selezionatore di prodotti ed informazioni per non farsi così avvelenare dall'onda alimentare del "consumo senza scrupoli"
E' diventato quindi indispensabile essere informati sul cibo che si ingerisce; una buona informazione evita l'immissione nel corpo di sostanze nocive e crea una nuova coscienza.
Vera informazione è sinonimo di libertà, ed in questo caso libertà di saper gestire la propria salute e libertà di poter prevenire le malattie risolvendo così i problemi alla radice.

Perché utilizziamo grassi non idrogenati

L'idrogenazione dei grassi e' un processo chimico-fisico durante il quale gli oli vengono trattati con idrogeno ad alta pressione. Questo procedimento provoca in modo accelerato l'indurimento del prodotto, ma nel contempo ne riduce il valore nutrizionale e provoca la saturazione dei grassi.
Al contrario, le margarine biologiche non idrogenate sono il risultato di una rigorosa selezione di semi (girasole, germe di mais, germe di grano), i quali vengono sottoposti alla torchiatura. Questa pressione a freddo priva di solventi produce oli naturali altamente salutari. Quindi gli oli così ottenuti invece di solidificare chimicamente vengono mescolati a grassi vegetali presenti in natura allo stato solido (olio di palma o grassi di semi di palma); viene quindi aggiunta una certa quantità di acqua che consente di ottenere un grado di umidità simile a quello del burro. Non viene aggiunto sale, né vengono aggiunti additivi artificiali. In conformità con le regolamentazioni governative, le margarine vengono poi addizionate con le vitamine A e D derivate da fonti naturali. Questo procedimento consente di ottenere prodotti poveri di colesterolo e ricchi di vitamine.

Perché scartiamo i lieviti chimici e utilizziamo i lieviti naturali.

Il lievito naturale si prepara aggiungendo acqua alla farina. Il prodotto così ottenuto, lasciato fermentare per qualche giorno, provoca la crescita e la riproduzione di enzimi e batteri già presenti nel chicco.
La lievitazione non è solo un rigonfiamento della pasta, ma è un procedimento molto particolare che avviene grazie alla presenza di microrganismi chiamati saccaromiceti. Infatti questi piccoli esseri avviano nel prodotto un'azione vitale chiamata "ossidazione-riduzione", lo stesso che avviene quotidianamente durante la respirazione o durante la crescita di un seme (l'ossido-riduzione è dimostrabile e misurabile in laboratorio grazie ad apparecchiature che forniscono letture del potenziale di ossido­riduzione in millivolt). Il pane così preparato viene arricchito di sostanze vitali veramente salutari.
Al contrario, con l'uso del lievito chimico, si avvia un processo negativo ed eccitante, per cui all'ossidazione si sostituisce la glicolisi (la distruzione degli zuccheri complessi della farina), provocando in tal modo la distruzione delle qualità vitali del prodotto a beneficio della proliferazione del lievito. Avviene quindi una dilatazione molecolare definita da studiosi del settore "patologica".

Perché non utilizziamo lo zucchero bianco.

Lo zucchero bianco è costituito da saccarosio, uno zucchero disaccaride che l'organismo, attraverso la digestione epatica e biliare, deve trasformare in zuccheri semplici (glucosio e fruttosio). Per fare questo, come fa notare il Dott. Bruker, studioso di fama internazionale, sono necessari sali minerali (calcio, zinco) e vitamine del gruppo B (in particolare la vit. Bl), tutti elementi che vengono sottratti all'organismo. Il Dott. Bruker, a sottolineare il grave danno che lo zucchero bianco provoca a tutto il complesso vitaminico B, lo denomina "il predatore della vitamina B".
Il Prof Yudkin, dietologo di fama internazionale, ritiene che lo zucchero bianco costituisca uno dei fattori più dannosi per la salute. Egli parla diffusamente di questo prodotto in un testo da lui intitolato "bianco, puro ma mortale" e tradotto più "morbidamente" in italiano con la seguente dicitura" bianco, puro ma nocivo". Sorprendenti, ineccepibili e talora agghiaccianti sono le sue dichiarazioni al riguardo, comprovate da studi ed esperimenti. Il Dott. Sir. Charles Best, uno degli scopritori dell'insulina, ha dimostrato che lo zucchero bianco esercita sul fegato lo stesso effetto svolto dall'alcool e cioè la formazione del "fegato grasso". Il Dott. Ziegles, in Svizzera, evidenzia che la mortalità per diabete è direttamente correlata alla presenza dello zucchero bianco. Il prof Cohen dimostra, attraverso la sua intensa ricerca, che l'uso dello zucchero bianco è correlato alle alterazioni oculari. Queste sono solo pochissime annotazioni sull'effetto che questo prodotto ha sull'organismo. Apparso sul mercato in quantità sempre più massicce nell'ultima metà del secolo, quasi a garantire uno stato di benessere e di "dolcezza" diffusa, lo zucchero bianco, in realtà, nasconde veramente "amare sorprese". Per una maggiore informazione Vi rimandiamo alla bibliografia qui sotto riportata.

  • Bianco, Puro ma Nocivo - di Jobn Yudkin ediz. Vitalità
  • Il Libro del Pane - a cura di "Erb e Sumeni" ediz. Starnpa Alternativa
  • Una alimentazione ricca di sostanze vitali - Dott. Bruker ediz. Vita Sana
  • XXI Secolo - ediz. Il Mutarnento

 

 
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